Il cielo per ultimo .. di Michele Cecchini

A me gli autori toscani piacciono, parecchio. Non tanto per una sorta di (sano) patriottismo (sono oltre il campanilismo) ma perché hanno un modo di descrivere il mondo che mi si accaglia. Uno sguardo tra l'amaro e il divertito, il tono divertente e leggero ma il contenuto mirato e profondo. Come questo romanzo di Cecchini, ambientato in una Ardenza cerulea, tra personaggi che potrebbero sembrare pittoreschi ed eccessivi solo a chi non è avvezzo alla labronicità. Io Livorno l'ho vista sempre di sguincio dal porto ma di livornesi ne ho incrociati alcuni. Sono così come si trovano tra queste pagine: gente estrosa, singolare. Non ne trovi uno uguale all'altro eppure un po' si somigliano accomunati appunto dalla loro labronicità. Il personaggio principale è Emilio Cacini detto Cacio che - spoiler - oltre a essere professore e uomo qualunquemente a suo dire mediocre, è pure babbo. Babbo di un bimbino singolare: Pitòre. Si tratta in fondo di una storia a due, di un dialogare padre figlio che - incidentalmente e forzatamente, si trovano a confrontarsi con un po' di umanità bislacca. Il bambino è disfasico perciò si esprime con un linguaggio tutto suo che non è dato comprendere perché gli adulti non sono in grado di codificarlo. Il babbo predilige il silenzio (e sono profondamente d'accordo) o meglio, ritiene superflue molte parole e l'uso eccessivo che se ne fa. Badiamo all'essenziale. Diciamo lo stretto necessario. Ogni personaggio del romanzo si esprime in un modo unico e se li incontrassi nel mondo reale non mi preoccuperei di "interpretarne" il senso: il senso delle loro parole, azioni o esistenza. Le persone si prendono come sono e se ci attraversano la vita portandoci elementi straordinari e fuori dal comune riteniamoci fortunati per l'arricchimento gratuito che ci forniscono. A fine libro ho pensato che di Ardenza ce ne sono parecchie e che se potessimo essere un po' tutti livornesi il mondo sarebbe più ganzo. Leggero ma non superficiale. Basta solo non prenderlo (e prendersi) sul serio. 

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